Caricamento Eventi
Questo evento è passato.

Dante e gli Spirituali francescani narrati nella monumentale Croce di Borbona, capolavoro del Trecento

Databile entro il primo trentennio del Trecento (1320 – 1330 c.), la Croce processionale di Borbona,  interamente modellata in lamina d’argento dorato, sbalzato, cesellato e rifinito a bulino, decorata da quaranta smalti traslucidi e da sfere terminali in rame dorato, costituisce uno straordinario capolavoro dell’oreficeria medioevale ed è al tempo stesso anche la testimonianza di un cruciale momento storico: la drammatica frattura tra i francescani Spirituali, fautori di una Chiesa priva di ricchezze, e la Curia pontificia di Giovanni XXII trasferita ad Avignone.

Siamo in un luogo della storia che precede la grande peste del 1348, abitato da Dante (il Paradiso è concluso nel 1321), da Giotto, attivo per la corte angioina dal 1328 al 1333, da Petrarca e da Simone Martini, entrambi frequentatori della corte di Roberto d’Angiò (protettore degli Spirituali di Napoli) per il quale l’autore della Croce di Borbona, l’orafo pistoiese Andrea di Jacopo d’Ognabene, realizza il Paliotto argenteo dell’altare del Duomo di Pistoia nel 1316, citato nel XXIV° canto dell’Inferno, quando Dante incontra Vanni Fucci, ladro sacrilego (dei guelfi neri) che aveva mutilato l’altare nel 1292: io fui ladro e la sacrestia dé belli arredi.

La grande figura alata di san Giovanni evangelista dominante al vertice della Croce apre infine un altro suggestivo capitolo sulla fascinosa imagerie profetica dello spiritualismo francescano spiritualismo francescano ispirato a Giacchino da Fiored, che nella Divina Commedia viene collocato da Dante nel cielo del Sole.

L’ingresso è gratuito con mascherina ffp2

Torna in cima