IL SIMBAS
Musei, Archivi e Biblioteche raccontano il territorio
LE ORIGINI
Costituitosi nell’estate del 2016 tra le biblioteche di Borbona, Contigliano, Cottanello, Leonessa, Rieti e i musei civici di Amatrice, Antrodoco, Leonessa, Monteleone Sabino e Rieti, il SIMBAS ha visto nel tempo il progressivo accrescersi del numero delle Strutture che ne fanno parte ed il conseguente ampliarsi del suo territorio. Alla fuoriuscita del Museo di Amatrice a seguito degli eventi sismici del 2016 è seguito l’ingresso, nel 2017, del Museo Archeologico Cicolano (MAC). Nel gennaio 2021, dopo un periodo di collaborazione esterna come partner di progetto, sono entrati a far parte del Sistema la Biblioteca-Casa Museo “Angelo Di Mario” di Vallecupola (Roccasinibalda), l’Archivio di Stato di Rieti (tenutario dell’Archivio Storico comunale di Rieti) e la Riserva Naturale dei Monti Navegna e Cervia. La Convenzione istitutiva, sottoscritta dagli Enti il 21 novembre 2016 e rinnovata nel novembre del 2022, indica il Comune di Rieti quale capofila del Sistema e prevede due organismi: l’Assemblea degli Amministratori e il Comitato Tecnico-Scientifico.
IL TERRITORIO
Un territorio estremamente vasto e diversificato che si caratterizza per la presenza di una grande varietà di ambienti naturali e di paesaggi, dove catene montuose si alternano a valli strette e profonde, che si aprono nella grande area pianeggiante della valle reatina. Appare così, ad una prima osservazione d’insieme, il territorio del SIMBAS, esteso fra la Sabina e il Cicolano, due regioni storico-geografiche profondamente diverse fra loro, che affondano le proprie radici e i propri retaggi culturali in un’Italia pre-unitaria che li vide appartenere a due Stati confinanti, la Sabina allo Stato Pontificio ed il Cicolano al Regno delle due Sicilie.
LA SABINA deriva il suo nome dall’antica popolazione preromana dei sabini, di ceppo osco-umbro. Storicamente definita “introvabile”, poiché i suoi confini amministrativi furono per secoli fluttuanti e indefiniti, l’ampia regione sabina è compresa fra la catena dei Monti Sabini, delimitati ad ovest dalla valle Tevere, a nord dalla valle del Nera, in Umbria, a est dai Monti Reatini, dalle valli del Velino e del Turano, la cosiddetta alta Sabina abruzzese, ed infine a sud, dalla valle dell’Aniene, conosciuta anche come Sabina Romana.
IL CICOLANO, antica terra degli equi, comprende al suo interno i Monti del Cicolano, le valli dei fiumi Salto e Turano con gli omonimi laghi artificiali e le Montagne della Duchessa, oggi posti al confine con l’Abruzzo, la Piana di San Vittorino e l’alta Sabina a nord-ovest, i Monti Carseolani e la bassa Sabina ad ovest (zona del Turano), la Marsica con il Fucino a sud-est.
Pur nell’evidente varietà e disomogeneità dei paesaggi e nella vastità degli ambienti, questi due territori sono accomunati dalla massiccia presenza di acqua che nei millenni ha plasmato i paesaggi, rendendoli ricchi di boschi e di ambienti umidi, favorendo il proliferare di specie animali e di vegetazione tipica delle aree lacustri e fluviali.
I PROGETTI
Ogni anno il SIMBAS propone un progetto, spesso sostenuto economicamente anche grazie ai contributi della Regione Lazio destinati ai Sistemi di Servizi Culturali.
- 2017 – Terra Antica e Comunità in Movimento – storia, arte, paesaggio delle comunità dell’Alta Sabina
- 2018 – La Grande Guerra 1914-1918 e i suoi riflessi nell’Alta Sabina e nel Cicolano
- 2020 – H20 L’Acqua fa Cultura (e la Cultura non fa Acqua!)
- 2021 – Andar per selve e diritte vie, tra paesaggi fisici e paesaggi dell’animo
- 2023 – Intorno al Fuoco
- 2025 – Aria – Il Respiro del Territorio

